Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Ovviamente, essendo questo un movimento spontaneo motivato dal manifestarsi di un’esigenza specifica, non siamo dei legislatori né tantomeno ci arroghiamo la presunzione di saper redigere una legge.
Quindi… NO-SUV lancia una proposta di revisione in materia di fiscalità aziendale, tale per cui la nuova normativa introduca alcuni paletti fondamentali all’utilizzo delle detrazioni fiscali ed è imperniata su 4 cardini fondamentali:
1) Diminuzione sensibile dei tetti di deducibilità auto aziendali
2) Vincolo alla deducibilità del veicolo legato all’assunzione dell’utilizzatore
3) Calcolo dei tetti di deducibilità legato al numero di dipendenti
4) Introduzione di un superbollo per auto extra large immatricolate nei comuni con più di 15'000 abitanti, gettito da destinarsi a fondi di solidarietà vittime della strada e a fondi previdenziali per il personale operativo delle forze dell’ordine.
Con un’elaborazione competente e lucida di queste 4 direttive di base, rimarrebbe facoltà di chi ne abbia i requisiti di comprarsi e ammortizzare anche un sottomarino, introdurremmo la cultura delle necessità di pensare prima al “serio” che al “faceto” e produrremo maggiore introiti statali da destinarsi agli amici uomini bisognosi.
Attenzione a un principio fondamentale: I contratti in corso non si cambiano. Il che vuol dire che l’eventuale riforma in tale materia, impatterà i consumatori solo per i contratti stipulati successivamente, quindi, chi in questo momento ha un leasing aperto ha il pieno diritto di portarlo a termine con le condizioni economiche vigenti al momento della stipula del contratto.
Specifichiamo questo non trascurabile aspetto perché qualcuno potrebbe osservare che il precedente governo Prodi, tentò una riforma in questo senso. Nient’affatto, il tentativo operato dal Presidente del Consiglio 2006-2008 aveva trascurato questo principio fondamentale, tassativamente sancito dal diritto non solo privato, della successione nei contratti. Infatti il tentativo di Prodi fallì sostanzialmente perché tentò di cambiare le regole a giochi iniziati, non si fa.
Noi stiamo lavorando per il futuro, accettando che il cambiamento avvenga nei termini e nei modi più leciti e corretti, perché il cattivo non è l’uomo che decide di acquistarsi un SUV, ma è l’insieme delle regole ad essere cattive, vecchie, inadeguate. Esattamente come sta succedendo per questa crisi, non c’erano regole e chi si è trovato a giocare ha seguito le strade più convenienti.