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NO SUV è un’iniziativa che vuole prima di tutto continuare a garantire il diritto di potersi acquistare qualsiasi tipo di macchina, SUV compresi, tuttavia ci siamo resi conto che più che un diritto a possedere, sembra quasi diventato un obbligo a possedere cose inutili, dannose all’ambiente e agli uomini e soprattutto lesivi dei diritti altrui. Sono proprio i diritti altrui il bene prezioso che ci proponiamo di tutelare.
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Di pb69 (del 15/05/2009 @ 14:46:06, in Mission, linkato 1065 volte)
Ci sono delle anomalie nel sistema della gestione economica delle aziende tutte tipiche italiane. Anomalie che hanno reso questo paese (ante Cina e Crisi) uno tra i più importanti mercati mondiali, Quattroruote parlava del secondo, per Mercedes, BMW, Audi e altre case di prestigio. L’anomalia è che non siamo il secondo paese più ricco al mondo, non lo siamo mai stato.
Dov’è dunque l’anomalia? E’ il permissivismo in materia di deduzioni fiscali per le aziende. Quindi la proposta di legge che lo staff di NO-SUV si sta accingendo a redigere in collaborazione con professionisti in tema fiscale ed economisti di comprovata professionalità, verte proprio sugli aspetti fiscali delle aziende.
Già, perché da un campione intervistato dal nostro staff ha determinato che: il 78% dei SUV in circolazione è acquistato con contratto di leasing, che i proprietari utilizzano il SUV per il 98% su strade urbane/extraurbane asfaltate e tendenzialmente pianeggianti, per ultimo che di questo 78%, solo un 8% avrebbe comunque scelto di acquistare un SUV pur dovendolo pagare da normale cittadino senza i benefici fiscali offerti dalle detrazioni aziendali.
Emerge quindi che, con una revisione in materia di sgravi fiscali aziendali, ci potremmo trovare con un bel -92% di SUV in meno in leasing equivalente a un -72% di SUV in termini assoluti.
E’ quindi l’obiettivo di poter ridurre i “carrozzoni” della strada del 72% che ci ha fatto decidere di impegnarci in prima persona.
Di pb69 (del 09/05/2009 @ 17:44:49, in Iniziative, linkato 5928 volte)
Ovviamente, essendo questo un movimento spontaneo motivato dal manifestarsi di un’esigenza specifica, non siamo dei legislatori né tantomeno ci arroghiamo la presunzione di saper redigere una legge.
Quindi… NO-SUV lancia una proposta di revisione in materia di fiscalità aziendale, tale per cui la nuova normativa introduca alcuni paletti fondamentali all’utilizzo delle detrazioni fiscali ed è imperniata su 4 cardini fondamentali:
1) Diminuzione sensibile dei tetti di deducibilità auto aziendali
2) Vincolo alla deducibilità del veicolo legato all’assunzione dell’utilizzatore
3) Calcolo dei tetti di deducibilità legato al numero di dipendenti
4) Introduzione di un superbollo per auto extra large immatricolate nei comuni con più di 15'000 abitanti, gettito da destinarsi a fondi di solidarietà vittime della strada e a fondi previdenziali per il personale operativo delle forze dell’ordine.
Con un’elaborazione competente e lucida di queste 4 direttive di base, rimarrebbe facoltà di chi ne abbia i requisiti di comprarsi e ammortizzare anche un sottomarino, introdurremmo la cultura delle necessità di pensare prima al “serio” che al “faceto” e produrremo maggiore introiti statali da destinarsi agli amici uomini bisognosi.
Attenzione a un principio fondamentale: I contratti in corso non si cambiano. Il che vuol dire che l’eventuale riforma in tale materia, impatterà i consumatori solo per i contratti stipulati successivamente, quindi, chi in questo momento ha un leasing aperto ha il pieno diritto di portarlo a termine con le condizioni economiche vigenti al momento della stipula del contratto.
Specifichiamo questo non trascurabile aspetto perché qualcuno potrebbe osservare che il precedente governo Prodi, tentò una riforma in questo senso. Nient’affatto, il tentativo operato dal Presidente del Consiglio 2006-2008 aveva trascurato questo principio fondamentale, tassativamente sancito dal diritto non solo privato, della successione nei contratti. Infatti il tentativo di Prodi fallì sostanzialmente perché tentò di cambiare le regole a giochi iniziati, non si fa.
Noi stiamo lavorando per il futuro, accettando che il cambiamento avvenga nei termini e nei modi più leciti e corretti, perché il cattivo non è l’uomo che decide di acquistarsi un SUV, ma è l’insieme delle regole ad essere cattive, vecchie, inadeguate. Esattamente come sta succedendo per questa crisi, non c’erano regole e chi si è trovato a giocare ha seguito le strade più convenienti.
Di pb69 (del 09/03/2009 @ 17:39:59, in Sicurezza, linkato 591 volte)
Perché NO ai SUV: Sono giganti di ferro che occupano un’ eccessiva porzione di spazio comune nelle strade, hanno un punto di impatto che rende estremamente pericoloso essere coinvolti in un incidente (mediamente un paraurti di un SUV sta all’altezza della testa di chi occupa una normale berlina), hanno un’agilità scarsa e sono fonte principale di danneggiamenti verso gli altri veicoli in sosta nelle strade, producono un innato senso di sicurezza per chi ne è alla guida che spesso si tramuta sottovalutazione delle regole sulla sicurezza, nonché della loro totale inosservanza. Ultimo ma non ultimo, la media di occupanti del parco auto in una città è di 1,8 persone per auto, non c’è affatto bisogno di circolare su un veicolo di 5 metri per quasi 2 di larghezza, c’è piuttosto bisogno di attivare una cultura di economia degli spazi e ottimizzazione dei flussi di traffico contenendo le dimensioni delle macchine sotto i 4 metri.
Esiste poi un’altra motivazione a questa iniziativa: Il miglioramento dei gettiti fiscali, ricordo che il fisco è un bene comune a tutti, e per via indotta un miglioramento delle condizioni previdenziali a cui l’imprenditore medio non pensa. Cosa c'entra? Le cose sono indissolubilmente legate poiché si verifica spesso che il piccolo imprenditore, una volta ricavato il proprio reddito, destini le altre risorse a beni personali camuffandoli come beni strumentali aziendali (macchina, cellulare, computer, TV LCD, viaggi, ecc) a scapito, ad esempio, del proprio conto previdenziale. Emerge così una realtà di lavoratori autonomi che versa i contributi previdenziali minimi (siamo ai livelli di un Co.Co.Pro.) per riservare la ricchezza risparmiata per i propri “giocattoli”.
Abbiamo così un’immensità di lavori autonomi in P.IVA che non attuano alcuna forma di risparmio previdenziale, ma un SUV o una berlina tedesca da 50’000€ riescono comunque a comprarsela. Attenzione, non è altruismo lo spirito che ci porta a fare queste osservazioni, è la consapevolezza che il “trucco” di tanti si trasforma in un danno per la maggior parte dei cittadini.
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